Cos’è la pregoressia, il disturbo alimentare legato alla gravidanza

14 giugno 2026

La pregoressia è un DCA caratterizzato da diete estreme e allenamenti intensi per compensare l’assunzione di cibo, evitare

l’aumento di peso e mantenere il controllo sulla forma del corpo. Ne ho parlato nella nuova puntata di "Abissi", la rubrica di Sky tg24 dedicata ai disturbi alimentari in collaborazione con l’associazione "Animenta" e Federica De Lillis.

La gravidanza può attivare un disturbo latente o far emergere vulnerabilità mai espresse prima perché è una fase molto delicata, che può essere vissuta come perdita di controllo sul proprio corpo o perdita della propria identità” spiega la biologa nutrizionista Giorgia Cavallini, specializzata nell’ambito della fertilità e della nutrizione clinica.

La gestazione, con i cambiamenti corporei che comporta, può avere un impatto forte su fragilità preesistenti, non è la causa primaria ma un fattore che può portare alla luce pensieri o disturbi latenti. “Il controllo sull’alimentazione può diventare un modo per ridurre l’ansia sottostante e il disturbo diventa utile a livello psicologico anche se dannoso fisicamente.” afferma Cavallini.

Si stima che il 25% delle gestanti presenti segnali di DCA o comportamenti a rischio, mentre tra il 5 e il 7,5% delle donne in gravidanza presenta le caratteristiche associabili a una disturbo alimentare.

La pregoressia però non è una categoria diagnostica autonoma poiché non rientra nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) pubblicato dall’American Psychiatric Association, il testo di riferimento usato da psicologi e psichiatri per identificare, diagnosticare e trattare disturbi mentali e problemi psicologici. “Il Manuale non viene aggiornato da alcuni anni, gli studi sulla pregoressia sono ancora pochi e i disagi manifestati dalle donne in gravidanza sono spesso sottostimati.” spiega Cavallini.


L’IMPATTO DEI SOCIAL MEDIA

Durante la gestazione, le donne attraversano cambiamento biologiciinevitabili legati al peso e al corpo, e subiscono la pressione sociale soprattutto guardando i social media, dove influencer promuovono standard sempre più irraggiungibili anche per quanto riguarda la gravidanza” continua Cavallini. Il racconto sulle piattaforme propone due modelli contrapposti: da un lato, personaggi famosi che tornano rapidamente alla forma fisica pre-gravidanza; dall’altro, persone che condividono esperienze difficili e complicazioni. “Questo può generare ansia e paura, soprattutto in donne già vulnerabili o con un DCA preesistente, aumentando il rischio di sviluppare

atteggiamenti problematici verso il corpo e l’alimentazione.” conclude la biologa.

La paura di aumentare di peso, il controllo ossessivo sulle forme, l tendenza a saltare i pasti, L’ossessione verso le calorie, i metodi di compensazione come lassativi o lo svolgimento di attività fisica eccessiva sono tutti segnali da non sottovalutare.


I PERICOLI DELLA PREGORESSIA

Un’alimentazione alterata può comportare diversi rischi durante e dopo la gravidanza.

Per la madre possono esserci carenze nutrizionali (es. calcio e ferro) con conseguenti osteopenia o anemia; complicazioni ostetriche (parto prematuro, aborto spontaneo, difficoltà durante il parto) e difficoltà nell’allattamento.

Dopo il parto potrebbero manifestarsi anche conseguenze psicologiche come un senso di distacco, noncuranza nei confronti del bambino/a e, nei casi più gravi, depressione post partum.

Anche il feto risente dell’alimentazione alterata. “Le conseguenze più documentate sono il basso peso alla nascita, il ritardo di crescita intrauterina, la compromissione dello sviluppo neurologico o un aumentato rischio di mortalità perinatale. Anche l’allattamento può essere compromesso visto che è l’unica fonte di nutrimento del bambino. In alcuni casi la produzione stessa di latte non è sufficiente.” afferma la biologa.

Ogni donna è diversa e ogni corpo ha il proprio percorso. È importante che chi attraversa una gravidanza acquisisca consapevolezza ed è di aiuto l’attenzione di chi è vicino, della famiglia o del compagno perché alcune volte i segnali clinici vengono sottostimati. La pregoressia si può sviluppare in gravidanza ma dietro c’è sempre qualcos’altro che non è mai stato affrontato apertamente prima.”


20 febbraio 2026
L’arancia ( Citrus sinensis ) è uno degli agrumi più consumati e studiati dal punto di vista nutrizionale. Questo frutto presenta una composizione ricca di micronutrienti e composti bioattivi che possono contribuire al benessere generale, se consumati all’interno di una dieta equilibrata. Dal punto di vista nutrizionale, l’arancia: è una fonte eccellente di vitamina C , nutriente essenziale coinvolto nel supporto del sistema immunitario, nella sintesi del collagene e nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Una porzione di arancia può contribuire in modo significativo al fabbisogno giornaliero raccomandato. contiene flavonoidi , in particolare l’esperidina, ai quali sono attribuiti effetti antiossidanti e antinfiammatori. Studi osservazionali e clinici suggeriscono un possibile ruolo protettivo di questi composti nei confronti della salute cardiovascolare, grazie al miglioramento della funzione endoteliale e alla modulazione dei marker infiammatori. presenta un notevole contenuto di fibra alimentare , soprattutto pectina, che contribuisce alla salute intestinale, al controllo della risposta glicemica post-prandiale e alla riduzione del colesterolo LDL. Per questo motivo, il consumo dell’arancia intera è da preferire rispetto al succo, che risulta più povero di fibre e con un impatto glicemico maggiore. è una fonte di potassio , minerale importante per la regolazione della pressione arteriosa e la funzione muscolare, e di carotenoidi con attività antiossidante. In conclusione, l’arancia rappresenta un alimento semplice ma nutrizionalmente prezioso, il cui consumo regolare, all’interno di una dieta equilibrata, può contribuire al mantenimento della salute generale e alla prevenzione di diverse patologie croniche. Riferimenti Zacarías-García et al. – Bioactive Compounds, Nutritional Quality and Antioxidant Properties of Orange Fruits (Citrus sinensis) (2022) — descrive composizione di nutrienti e composti fenolici nel frutto. Borghi et al. – Antioxidant Compounds and Health Benefits of Citrus Fruits (2023) — revisione sulle proprietà antiossidanti e potenziali effetti sulla salute dei composti bioattivi negli agrumi. Šafranko et al. – Citrus By-Products as a Valuable Source of Biologically Active Compounds (2023) — analisi dei flavonoidi e vitamine nei frutti e sottoprodotti degli agrumi. Liu et al. – Review of Phytochemical and Nutritional Characteristics of Citrus Pectins (2022) — discute il ruolo della pectina e dei composti fenolici nella salute umana.
12 dicembre 2025
Il kiwi è una bacca commestibile prodotta da una pianta originaria della Cina meridionale arrivata in Italia soltanto verso la fine degli anni Sessanta. Ad oggi, è uno dei frutti più commercializzati sul fronte internazionale.
Scopri il legame tra alimentazione e fertilità nei percorsi di PMA
20 marzo 2025
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nei percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Scopri quali nutrienti favoriscono la fertilità, come una dieta equilibrata può migliorare la qualità ovocitaria e spermatica, e quali abitudini alimentari evitare per aumentare le possibilità di concepimento.
Autore: Carlo Tara 5 gennaio 2024
Il percorso di fecondazione assistita (PMA) prevede l’utilizzo di farmaci mirati la cui somministrazione ha una durata diversa a seconda delle fasi del trattamento. La terapia è spesso accompagnata a disturbi, quali il gonfiore all’addome e al seno, stanchezza, ritenzione idrica alle gambe e lievi mal di testa. Una delle preoccupazioni che affligge la maggior parte delle donne che intraprendono un percorso di PMA è l’aumento di peso. Però, aggiunge la nutrizionista, l’incremento ponderale segnato sulla bilancia deve essere contestualizzato nella sua interezza: l’aumento di peso, di fatto, è spesso dovuti ai cataboliti, ovvero le scorie metaboliche e tossine, che si accumulano durante l’assunzione dei farmaci propedeutici alla PMA e che possono generare un ristagno dei liquidi a livello interstiziale provocando la sensazione di gonfiore e, di conseguenza, l’aumento di peso. Alimentazione durante la PMA Al fine di prevenire, gestire e/o minimizzare i disturbi menzionati, durante la terapia ormonale può essere utile seguire un regime alimentare a sostegno dell’attività del fegato, l’organo chiave per la detossificazione dell’organismo e l’equilibrio ormonale. In generale, durante un ciclo di PMA, bisognerebbe: •mangiare possibilmente cibi freschi a discapito dei prodotti confezionati, processati e raffinati ricchi di conservanti e additivi; •ridurre il consumo di zuccheri semplici; •aumentare il consumo di verdure amare per le loro proprietà epato-protettrici;o •garantire l’apporto di grassi “buoni” fonte di acidi grassi omega-3 per le loro proprietà anti-infiammatorie”. Altri consigli pratici Oltre all’alimentazione, anche lo stile di vita può aiutare a gestire al meglio gli effetti collaterali relativi alla somministrazione dei farmaci. È consigliato, infatti, conclude la dottoressa, insieme ad una corretta e sana alimentazione, associare al percorso di PMA: •Attività fisica: in quanto aiuta molto a contrastare il ristagno dei liquidi. È sconsigliato andare in palestra o svolgere dell’esercizio fisico intenso, ma è possibile e consigliato camminare ogni giorno per circa 40 minuti durante la terapia per il pick-up.l •Eventuali sedute settimanali di linfodrenaggi con metodo Vodder/Leduc: effettuato da esperti fisioterapisti che, agendo sulle stazioni linfatiche, evita il ristagno di liquidi e di tossine nei tessuti prevenendo il gonfiore durante la stimolazione e per le due settimane immediatamente successive, aiutando fisiologicamente il tuo corpo a sgonfiarsi prima. •Eventuali sedute di osteopatia viscerale e agopuntura: che aiutano a gestire disfunzioni organiche e a migliorare l’irrogazione sanguigna dei follicoli.
Anche il rapporto con il cibo racconta una storia. E può essere cambiato, conconsapevolezza.
Autore: Giorgia Cavallini 12 giugno 2023
Una delle convinzioni più dannose è: “Non sto così male, non ho bisogno di una nutrizionista o di un terapeuta”. Ma i disturbi alimentari, anche se non ancora diagnosticati, possono iniziare in modo sottile, con un disagio che si fa spazio nella quotidianità: la paura di mangiare fuori casa, la rigidità nelle porzioni, il senso di colpa dopo i pasti, l’ossessione per la bilancia.